Ignazio Marino for president
| Pubblicato da Paolo De Gregorio |Domenica 25 ottobre, a partire dalle ore 8, si terranno le “primarie” del Partito Democratico, dove al costo di due euro, qualunque cittadino potrà votare per Bersani, Franceschini o Marino, e determinare così l’elezione a
segretario del segretario del PD, ma solo se un candidato raggiungerà il 51% dei voti totali.
Nel caso che nessun candidato raggiunga la maggioranza assoluta si farà il
ballottaggio, dove però voteranno solo i mille e rotti delegati della ”
Assemblea nazionale del PD”.
I tre candidati rispecchiano la profonda divisione che esiste nel PD: Bersani
è un comunista, Franceschini è un democristiano, mentre Marino è un laico di
sinistra. Su molte cose hanno giudizi diametralmente opposti, e sono lì a
testimoniare quanto fasulla fosse la convinzione del molle Veltroni che ormai
il PD era capace di una sintesi tra le varie anime e avesse una identità.
Sentite che dice Marino, in una intervista a “L’Espresso” (n° 42) a cura di
Alessandro Giglioli: “Bersani è un comunista, pensa a un partito che non aspira
a diventare maggioranza, facendo accordi con altre forze minoritarie. Ha tre
grandi sostenitori, la Lega Nord, Comunione e liberazione e Giuliano Ferrara,
che rappresentano la parte dialogante del PDL.
Franceschini è un vero democristiano, di quelli che dicono una cosa e poi ne
fanno un’altra, nelle ultime settimane si è messo a plagiare il mio programma e
si è schierato contro il nucleare,mentre nella sua mozione congressuale dice l’
opposto. Se si dovesse arrivare al ballottaggio, Bersani e Franceschini è
probabile che trovano un accordo. Hai mai visto democristiani e comunisti che
non si mettono d’accordo?”
Questo ed altro dice Marino e tutto ciò rappresenta la prova provata di una
grave mancanza di identità politica che favorisce enormemente la tracotanza
della destra al potere.
Sulla questione Di Pietro, Marino dice: “su gran parte dei contenuti politici
Di Pietro ed io ci troviamo d’accordo”.
Visto che sono convinto che Ignazio Marino come segretario del PD sarebbe una
novità positiva per un recupero di identità della “sinistra sparita”, tutti
coloro che nelle ultime elezioni hanno gettato il voto, dandolo ai partitini
della estrema sinistra, perché non si mettono umilmente in fila domenica
prossima per votare Marino, cercando di ribaltare la volontà dell’apparato del
PD, offrendo una grande opportunità ad un laico di sinistra?
Anche i “dipietristi” dovrebbero fare lo stesso verso colui che dichiara di
condividere gran parte dei programmi dell’IDV, e sarebbe un grande segnale per
tutti, vedendo che la base, se ne ha l’opportunità, partecipa e decide da
sola.
I mezzi per far vincere Marino ci sarebbero, basterebbe scuotersi dal clima
di scetticismo, di frustrazione, di rinuncia che è presente in buona parte dell’
elettorato di sinistra.
Sarebbe un gesto di positività, di partecipazione, magari con lo sfizio di
disturbare i vecchi politicanti, immaginate di spegnere il sorriso sprezzante
di D’Alema colpito nelle sue più intime certezze.
Domenica mattina io andrò a votare Marino, anche se non sono iscritto ad
alcun partito.
Paolo De Gregorio





























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