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“Frammenti di Memoria”. Al Torrione di Forio commemorazione dell’Olocausto

La memoria è necessaria, dobbiamo ricordare perché le cose che si dimenticano possono ritornare: è il testamento che ci ha lasciato Primo Levi (Mario Rigoni Stern)

Come di consueto a Forio si ripete l’appuntamento presso il Museo Civico del Torrione “Giovanni Maltese” in una data che resta indelebile nella memoria del genere umano. Le atrocità vissute nei vari campi di sterminio nazisti e non solo, non devono essere coperte dalla coltre dell’olio allo scopo di evitare che si ripetano. Uomini senza memoria generano mostri, come una classifica facilmente reperibile sul web e illustrata qualche anno fa, dimostra ampiamente. L’invito alla riflessione, alla condivisione della Memoria, di quel 27 gennaio 1945, quando il campo di sterminio di Auschwitz fu liberato dall’Armata rossa e i settemila sopravvissuti alla barbarie nazista furono liberati, sarà ribadito attraverso un concerto di flauti preparato dagli allievi dell’I C Forio 2 con l’esecuzione di brani rievocativi. Dopo una breve riflessione a cura dell’Associazione Culturale Radici, la rappresentazione, diretta dal soprano M° Serena Schioppa, sarà proposta al Torrione di Forio domenica 27 gennaio alle ore 17 30. Al concerto seguirà la proiezione del film L’uomo del banco dei pegni (The Pawnbroker) film del 1964 diretto da Sidney Lumet e interpretato dall’indimenticabile Rod Steiger, Orso d’argento Festival internazionale del cinema di Berlino 1964, e prima apparizione dell’attore Morgan Freeman.
Il film è celebre per essere la prima pellicola statunitense a trattare il tema dell’Olocausto dal punto di vista di un ebreo sopravvissuto allo sterminio, e per essere una delle prime produzioni mainstream americane a contenere scene di nudo senza il nulla osta della censura.
Tratto dall’omonimo romanzo di Edward Lewis Wallant la pellicola statunitense narra la storia di Sol Nazerman, ex insegnante, ebreo scampato all’Olocausto, che gestisce un negozio di pegni a Harlem. Ogni giorno numerose persone indigenti impegnano quel poco che hanno e spesso sono clienti abituali. L’uomo, perduta la sua famiglia nel lager, emigrato in America con sua cognata ed il consorte, entrambi ex internati, ha un rapporto algido e distaccato con il genere umano, tranne forse con Jesus Ortiz, un giovane portoricano suo aiutante. Quando questi muore per difenderlo durante una rapina, Nazerman si ravvede.
L’Associazione Culturale Radici, consapevole di essere solo una goccia nel mare dei ricordi, invita i gentili ospiti dell’isola e i cittadini a testimoniare con la propria presenza, la volontà di combattere ogni forma di assolutismo e dittatura.


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