Contrassero mutuo, la Corte dei Conti chiede i danni a De Siano
| Pubblicato da Mauro Iovino |Nei giorni scorsi, come un fulmine a ciel sereno, dalla Corte dei Conti è giunto sul capo di Domenico De Siano, Restituta Irace, Giacomo Pascale e Giovan Giuseppe Zavota un gravoso atto di contestazione, con contestuale richiesta di pagamento per atti approvati secondo i giudici contabili: “con colpa grave ed in dispregio di normativa”.
La Procura Regionale della Corte dei Conti ha aperto l’istruttoria per queste spese che considera “non di investimento” effettuate dall’ex giunta comunale di Lacco Ameno ed ha quindi invitato i soggetti responsabili a contro dedurre. Contestualmente la Procura ha chiesto l’irrogazione di una sanzione a carico dell’ex Sindaco Domenico De Siano, ora assessore, pari a 43.380,00 euro; all’attuale Sindaco di Lacco Ameno, Restituta Irace (6500,00 euro); all’assessore Giacomo Pascale (6500,00 euro); all’assessore Giovan Giuseppe Zavota (6500,00 euro); e ad altri quattro consiglieri: Paolo Monti, Giuseppe Monti, Costanza Popolano e Vincenzo Capuano la somma di 800,00 euro cadauno. Il calcolo per l’irrogazione della sanzione viene effettuato prendendo a parametro l’indennità mensile lorda di carica dagli stessi (De Siano e &) percepita. Nel mirino della Corte dei Conti la contrazione di un mutuo di 400.000,00 euro contratto secondo la Corte dei Conti “con colpa grave ed in dispregio di normativa”, dall’allora Giunta De Siano (la Giunta deliberò, il Consiglio Comunale approvò) per spese di contenzioso intercorse tra il Comune di Lacco Ameno e l’Enel a seguito della costruzione dell’elettrodotto di 150.000 Kv e la nuova cabina primaria di Lacco Ameno, di cui ampiamente parla la magistratura contabile nell’atto notificato ai destinatari, al fine di esporre in modo esaustivo l’intera questione. Al termine del lungo excursus storico della vicenda “ENEL” si giunge alla questione oggetto della contestazione: “In data 9.7.2003 – scrive il sostituto procuratore generale Marco Catalano – viene approvata la deliberazione del consiglio comunale n. 35 con la quale si dà atto del contenzioso intercorso con l’Enel e si provvede a riconoscere il debito fuori bilancio così suddiviso: € 347.358,46 quale somma dovuta all’avv. Bruno Molinaro che difese l’amministrazione comunale di Lacco Ameno nel giudizio intentato dall’Enel; € 195.241,91 quali somme dovute dall’amministrazione comunale per i Consulenti Tecnici di Parte (gli ing. Benito Trani e Iaccarino) nominati nel processo amministrativo. Il debito complessivo dell’amministrazione comunale riconosciuto il 9.7.2003 ammonta, comunque, ad € 775.375,46, poiché sono comprese anche ulteriori spese legali che hanno assistito pubblici amministratori in procedimenti penali conclusisi per loro favorevolmente, e spese per rappresentanza in giudizio innanzi al TAR Campania per altre vicende, che si decide di finanziarie, in parte, con mutuo presso la Cassa Depositi e Prestiti per la somma di € 400.000”. Ed ecco, quindi che dagli atti in nostro possesso ben si comprende che il debito contratto è di € 775.375,46 ma per 400mila euro (che il Comune non aveva) si decide di contrarre il mutuo. “L’amministrazione comunale di Lacco Ameno – precisa dunque il sostituto procuratore generale Marco Catalano – per ripianare debiti fuori bilancio scaturenti direttamente o indirettamente da liti giudiziarie, è ricorsa al mutuo con la Cassa Depositi e Prestiti emesso in data 13.8.2004”. In particolare, nel mirino della Corte dei Conti c’è la parcella di 347.358,46 euro presentata dall’avvocato Bruno Molinaro (inizialmente era stato presentato dallo stesso un progetto di parcella di 475.230,95 euro) che ha rappresentato in giudizio il Comune di Lacco Ameno. Il sostituto procuratore generale Catalano al riguardo sottolinea: “Nessun dubbio che il pagamento di parcelle professionali non costituisca spesa di investimento e non configurabile in alcun modo come attività volta alla produzione di reddito futuro in un qualunque modo”. Il che sta a dire che per questo tipo di spese il Comune non poteva contrarre un mutuo. Ma dalla lettura degli atti si aggiunge un ulteriore passaggio che ci è doveroso aggiungere: “Si osserva sin d’ora – prosegue la Procura della Corte dei Conti – che la somma occorsa per il pagamento della parcella e le spese dei consulenti tecnici di parte e gli oneri consequenziali costituiscono anche danno patrimoniale ingiusto e risarcibile per la somma di € 115.786,15 per l’avvocato Molinaro ed € 78.336,00 per i consulenti, finora esborsate dall’amministrazione”. Ed il resto dei soldi, di cui al mutuo contratto, che fine hanno fatto?
(Quest’articolo era stato scritto nei giorni scorsi per Il Golfo ma la redazione non l’ha più pubblicato preferendone un altro. Lo pubblico sul blog perché sia letto da chi non consoce i fatti…)































1 Commento, Commenta o fai un Ping
Luca - Data: 25/7/2008 15:06:34 - IP: 87.11.151.xxx
“€ 347.358,46 quale somma dovuta all’avv. Bruno Molinaro”
TRECENTOQUARANTASETTEMILATRECENTOCINQUANTOTTO EURO E 46 CENTESIMI
Questa si che è una parcella!
NOTA BENETi invitiamo a rispondere a “Contrassero mutuo, la Corte dei Conti chiede i danni a De Siano”: