Cavi sottomarini ENEL malridotti: il Comune di Forio coinvolge la stampa
| Pubblicato da Redazione |Spett.le “la Repubblica”, il giornale “Il Mattino” del 26 maggio 2010, nella cronaca di Napoli, a pag.39 ha dato ampio risalto a degli interventi effettuati dall’ENEL per la riparazione di uno dei cavi elettrici sottomarini che fornisce energia all’isola di Ischia. Dal contesto dell’articolo, pur sottolineando che i cavi marini sono ultratrentennali, si sposa la tesi avanzata dall’ENEL che i blackout verificatisi negli ultimi anni ad Ischia siano causati da reti a strascico e/o da ancoraggi di imbarcazioni, invitando la Capitaneria di Porto e gli organismi preposti a maggiori controlli. Tale tesi lascia perplessi e soprattutto “solleverebbe” l’ENEL da ogni responsabilità.
La domanda indotta da un semplice ragionamento logico è la seguente: come mai per trent’anni questi cavi non sono stati danneggiati dalle ancore delle imbarcazioni e dalle reti dei pescatori? E come mai questi cavi vengono danneggiati solo nel periodo estivo quando notoriamente diminuisce l’attività di pesca a strascico? E’ vero invece, con molta probabilità, e come già stato denunciato dallo stesso Comune di Forio più volte alla Procura della Repubblica di Napoli, a mezzo del prof.avv. Nicola Bartone, che questi cavi hanno di gran lunga superato il loro limite massimo di vita e di operatività e hanno quindi negli ultimi tre anni iniziato a rompersi in più punti soprattutto nel periodo estivo in cui la richiesta di energia aumenta in maniera esponenziale in virtù della presenza dei turisti sull’isola.
E’ da rilevare inoltre come nell’articolo, a difesa dell’ENEL venga stigmatizzata la risposta della Capitaneria di Porto di far insabbiare i cavi sottomarini, in quanto sarebbe un intervento troppo costoso; non si comprende il perché questi cavi non fossero stati insabbiati all’epoca della posa e ancorati al fondo marino e lasciati invece in balia degli eventi, né perché i costi del disagio li debba pagare l’isola d’Ischia, l’immagine della stessa in tutto il mondo e soprattutto l’ambiente e l’habitat naturale del parco marino protetto che lambisce le isole di Ischia e Procida.
Infatti il Mattino menziona solo i gravi danni all’immagine e ai riflessi turistici patiti dall’isola di Ischia in virtù del blackout dell’agosto 2009, ma non fa menzione alcuna del gravissimo danno ambientale provocato dalla fuoriuscita dell’olio tossico isolante contenuto nei cavi elettrici sottomarini che specificamente furono oggetto di richiesta di indagini da parte del Comune di Forio alla Procura della Repubblica di Napoli.
In conclusione l’ENEL anziché rattoppare i vetusti cavi dovrebbe procedere alla sostituzione degli stessi, unico intervento che davvero potrebbe scongiurare nuovi blackout e quindi evitare disagi all’isola di Ischia, danni all’immagine turistica e soprattutto danni ambientali.
Il Sindaco
Francesco Regine
































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