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CAREMAR… addio! Aliscafi e traghetti: poche corse a prezzi alle stelle. Co.Re.Ma.: regalo di natale all’ACAP

| Pubblicato da Redazione |

di Ignazio Castagliuolo. Circa 800 milioni di euro di debito nonostante i 200 milioni di euro l’anno di finanziamento statale. Spese per circa 540 milioni di euro a fronte dei soli circa 380 milioni di ricavi. Su 26 navi in esercizio a fine 2007 ben 11 sono vecchissime con un’età  che va dai 13 ai 32 anni. Esuberi stimati in circa 1900 unità su di un totale di circa 3500 dipendenti, distinti in1522 dipendenti con contratto a tempo indeterminato e 215 con contratto a tempo determinato. Gli amministratori si sono compensati nel 2007 con complessivi 973 mila euro annui.

Sono solo alcuni dei numeri del disastro del Gruppo Tirrenia e della CAREMAR: decenni di lottizzazioni, clientelismo e spreco di denaro pubblico.

La Regione Campania specialmente, ma anche le varie amministrazioni provinciali e locali …la politica, nella migliore delle ipotesi, non hanno assolto correttamente la giusta, necessaria e dovuta funzione di controllo.

Oggi, nel silenzio generale, la Regione Campania, che sarà ne’ ente regolatore ne’ gestionale del servizio, attuerà la solita cosiddetta   p r i v a t i z z a z i o n e, costituendo la società Co.Re.Ma.

Sul modello “bad company” , gli armatori privati (ACAP) porteranno via, in pratica gratis, le rotte e le navi più redditizie. Alla Regione Campania, … ai cittadini, i debiti, le navi ferme da rottamare, ed i dipendenti in esubero con il rischio certo e serio del monopolio: si partirà quando, come ed al prezzo che sarà imposto.

Senza se e senza ma…

SI   D E V E

1 – assicurare la continuità territoriale durante tutto l’anno (O.S.P.: obbligo di servizio pubblico), in modo continuativo, omogeneo e funzionale per fasce orarie di collegamento (L.169/75);

2 – rispettare lo standard di sicurezza previsto ed imposto dal quadro normativo nazionale ed europeo (Direttiva 98/18/CE; decreto legge n. 45/2000);                                                            3 – migliorare i vantaggi tariffari e sociali del cittadino residente e/o pendolare nell’attuazione dell’obbligo di servizio pubblico con una maggiore competitività e minori prezzi;

4 – attuare un piano serio e dettagliato di potenziamento dei servizi comunque obbligatori della Caremar/Co.re.ma.   e di tutela delle contrattualizzazioni di lavoro.

I cittadini dell’isola d’Ischia pagheranno i debiti di una classe politica sorpassata dai tempi. Una politica vecchia, come logica e metodica, che intende i problemi come opportunità per creare clientela elettorale ed assicurarsi soldi pubblici di cui non dare conto!

PAGHI invece CHI DEVE PAGARE!

E’ GRAVE che i Sindaci isolani non assumano o abbiano assunto il proprio obbligatorio e doveroso ruolo attivo, determinante e non residuale di rappresentanza dei diritti della cittadinanza, di tutela del territorio e della società dove sono stati eletti!

E’ GRAVISSIMO iI silenzio dei Consigli Comunali, organo di indirizzo e controllo politico-amministrativo, diretta rappresentanza istituzionale del cittadino.

I partiti politici?  Nemmeno uno straccio di discussione!

Bisogna che i Comuni dell’isola d’Ischia intervengano, istituzionalmente e con urgente immediatezza, presso l’Ente Regione Campania, al fine di meglio rappresentare le istanze, le necessità ed i diritti delle comunità isolane, ad oggi certamente non assicurate e/o rappresentate.

L’Ass. IL VOLO, aderendo al al “Movimento popolare per il trsporto marittimo, per i idiritti e lo sviluppo” di Nicola Lamonica, preannuncia fin d’ora l’esercizio di azioni collettive inibitorie di atti e comportamenti eventualmente lesivi degli interessi e dei diritti dei cittadini – utenti.

L’isola d’Ischia, eccezionalE per popolazione residente, PER capacità economica–finanziaria, socio-culturale e turistica è stata SACRIFICATA, evitando le responsabilità contabili, amministrative e politiche della PESSIMA gestione CAREMAR.

Il Presidente
Ignazio Castagliuolo

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