A un passo dall’energia nucleare
| Pubblicato da Massimiliano Iacono |Manca solo l’identificazione dei siti per le centrali e per lo smaltimento delle scorie radioattive per un ritorno a pieno regime dell’energia nucleare in Italia.

Il ddl Sviluppo licenziato dal Senato, che ora torna alla Camera in quarta lettura per il via libera definitivo, non prende in considerazione i risultati del referendum del 1987, quando gli italiani votarono contro le centrali nucleari. Entro 6 mesi dall’entrata in vigore della legge il governo dovrà emanare la normativa e localizzare gli impianti di produzione e stoccaggio delle scorie.
Con il ritorno all’energia nucleare, si vuole ricoprire il fabbisogno energetico della popolazione, ora coperto per la maggior parte dal gas. Ridurre le fonti fossili al 50% e destinare il restante 50% a nucleare e rinnovabili (25 e 25). L’accordo tra Enel e Edf (Electricité de France) prevede la messa in opera di tre o quattro centrali entro il primo anno.
In totale le centrali dovrebbero superare la decina e sorgere nei siti dismessi. Greenpeace ha stilato un rapporto: “sarebbero pochissimi i territori che potrebbero ospitare il nucleare. Grazie all’analisi di tre importanti mappe, ormai dimenticate, sveliamo perché lo stivale è assolutamente inadatto alle centrali nucleari“. Il rapporto di Greenpeace “Mappe nucleari per l’Italia” in pdf.
Per stabilire i siti delle nuove centrali e delle scorie bisogna partire da queste carte e vedere secondo quali criteri verranno aggiornate. Un criterio è quello sismico, un altro criterio è quello della vulnerabilità delle coste per i cambiamenti climatici.
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