Turismo responsabile: agli italiani piace. L’innovazione dell’ospitalità ad Ischia passa attraverso la responsabilizzazione
Pubblicato da m@xLa prima ricerca statistica sul turismo responsabile in Italia sottolinea come un’ampia fetta della popolazione italiana abbia bisogno di forme di viaggio più rispettose dell’ambiente e delle culture. Ischia può stare al passo coi tempi se avrà un occhio di riguardo per la natura, la cultura, la filiera locale: il vero patrimonio è costituito dal territorio.
Gli italiani hanno un’idea di cosa sia il turismo responsabile (il 72,4% mette al primo posto l’aspetto ambientale “rispettare e scoprire la natura”) ed è molto forte il desiderio di un rapporto più autentico con le popolazioni locali ospitanti e di maggiore attenzione per il paesaggio.
Commissionata da Fondazioni 4Africa e Cisv e realizzata da Isnart (Istituto Nazionale Ricerche Turistiche, Società Consortile per Azioni di Unioncamere) e Ciset (Centro Internazionale di Studi sull’Economia Turistica dell’Università Ca’ Foscari di Venezia) la ricerca ha sondato la propensione degli italiani al turismo responsabile sulla base di 1000 interviste a un campione nazionale rappresentativo delle diverse fasce di età e condizione sociale.
Per la maggioranza (72%) si tratta di un turismo che rispetta e fa conoscere la natura, per il 49% è uno scambio con la popolazione locale, per il 41% è partire con operatori che sostengono le associazioni locali; per il 17% è viaggiare in modo economico, per il 19% è fare volontariato, per il 20% viaggiare in piccoli gruppi. E gli intervistati si sono detti disponibili a sperimentare questa nuova forma di turismo: il 61% “abbastanza” e il 23% ”molto”.

Tra gli intervistati si scopre il desiderio di un rapporto più autentico con le popolazioni locali ospitanti (“avere uno scambio con la popolazione locale”, 49%, “partire con un operatore che sostiene le associazioni locali”, 41,5%). Da notare anche, tra coloro che si dichiarano interessati, che “interagire con la popolazione locale” è indicata come priorità dal 93,1%, a pari merito con “sapere a chi vanno esattamente i soldi spesi per il viaggio”, seguita da “partecipare alla realizzazione di un’azione sociale” -78,6%. La trasparenza è percepita come un altro elemento chiave della responsabilità nel turismo.
“E’ evidente una forte crescita in Italia della sensibilità verso questi temi” sostiene Maurizio Davolio, presidente di Aitr (Associazione Italiana Turismo responsabile), “esiste un’ampia fetta di mercato che vorrebbe fare viaggi responsabili o ritiene di averli già fatti, anche se non sempre questo corrisponde a verità, almeno secondo i criteri di Aitr. E’ un dato di cui non possono non tenere conto gli operatori del settore nel prossimo futuro”.
Secondo la definizione AITR, il turismo responsabile è il turismo attuato secondo principio di giustizia sociale ed economica e nel pieno rispetto dell’ambiente e delle culture. Eccone, di seguito, i principi:
- Centralità della comunità ospitante
- Incontro con i diversi contesti culturali e conoscenza del patrimonio storico ed ambientale dei territori in un’ottica di reciproco rispetto
- Consapevolezza dei viaggiatori
- Riduzione al minimo degli impatti ambientali e sociali
- Economia solidale, equità, legalità

Un viaggio, quindi, organizzato con il coinvolgimento delle comunità locali, che presta attenzione per le diversità e le specificità culturali, come per le peculiarità naturalistiche ed ambientali dei territori. Il programma del viaggio propone la conoscenza diretta degli elementi caratteristici della biodiversità dei territori e dove possibile delle iniziative di conservazione della natura.
L’organizzazione, allo scopo di minimizzare gli impatti su ecosistemi ed habitat:
- identifica le aree sensibili dal punto di vista ambientale interessate dal viaggio;
- raccoglie la regolamentazione locale per le aree protette che dovrà essere rispettata;
- adotta specifiche misure precauzionali e/o di minimizzazione degli impatti;
- riporta tali misure nella “Scheda Minimizzazione Impatto Ambientale” che è resa disponibile a tutti i clienti.
L’organizzazione, nei limiti dettati dalle condizioni oggettive e dalle norme esistenti nelle destinazioni del viaggio, mette in atto idonee misure volte alla riduzione della produzione dei rifiuti, quali: non utilizzo di stoviglie usa e getta e/o di monoporzioni; non utilizzo di bottiglie di plastica se non in caso di comprovate esigenze igienico-sanitarie; utilizzo di carta riciclata per materiale informativo o pubblicitario; utilizzo, per quanto disponibili sul mercato locale, vuoti a rendere e contenitori riutilizzabili per alimenti e bevande.
Il viaggio va organizzato in modo da massimizzare l’impatto sull’economia locale dei territori d’accoglienza e secondo criteri di trasparenza ed equità per tutti gli attori della filiera. Lo sviluppo del turismo ad Ischia, dunque, deve essere basato sulla sostenibilità, che porta vantaggi ecologici ed economici nel lungo termine, oltre ad essere eticamente e socialmente equo nei riguardi delle comunità locali. Il capitale turistico, quando non tutela il territorio, non apporta sviluppo.
Photo CreditsThe real world: cre8tive88 Macchie di terra ad Ischia: G. D’Ambra Terra ecologica: alila
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2 Commenti, Commenta o fai un Ping
Lello - 5-25-2009 -
Questa è fantascienza ad Ischia. Ma avete visitato i nostri alberghi….non c’è un metro quadrato di verde a pagarlo a peso d’oro, si è trasformato miracolosamente in camera per ospite……
m@x - 5-25-2009 -
la possibilità di guardare la natura solo dalla finestra (nella migliore delle ipotesi) senza avere possibilità di immergersi in essa, omologa l’hotel ischitano ad un qualsiasi hotel metropolitano e lo va a gettare nella mischia del mercato globale nella quale le grandi catene alberghiere mondiali non possono che avere la meglio, solo per non aver saputo valorizzare le proprie peculiarit
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