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La Colombaia, un bene della comunità sacrificato alla politica

| Pubblicato da Gennaro Romano |

La Fondazione ospitata nella villa che fu di Visconti non produce alcun beneficio per il paese

L’immobile, a suo tempo acquistato e ristrutturato dal Comune, necessita di lavori di manutenzione che verranno eseguiti con fondi regionali. A pagare sono sempre i cittadini contribuenti. I tentativi di Franco Regine di esercitare un maggior controllo sulla gestione si scontrano con l’esigenza di mantenere gli equilibri nell’amministrazione

Gennaro Romano | Forio – La Fondazione La Colombaia, vero pozzo senza fondo, continua ad assorbire risorse pubbliche e al tempo stesso a rimanere un mistero per la comunità foriana, un “corpo estraneo” che non porta benefici al paese. Discorso diverso per coloro che vi operano e la gestiscono, tra stipendi sostanziosi e altri benefici, pranzi “di rappresentanza”, ecc. Il tutto, naturalmente, nel nome della cultura. L’intreccio delle designazioni e spartizioni politiche è divenuto tale che il sindaco, pur essendo presidente della Fondazione, si è ritrovato in “minoranza” nella gestione di questo carrozzone politico e ha cercato di rimettere un po’ di ordine. Una situazione complicata, perché Franco Regine non riesce a liberarsi di personaggi che non appartengono alla sua “gestione”. Anche perché più di tanto non può muoversi, per non alterare quell’equilibrio politico che mantiene in piedi l’amministrazione comunale. In un certo senso, a dare una mano al primo cittadino fu la famosa ordinanza di chiusura dell’immobile emanata dell’Utc per motivi di sicurezza. Anche se, per la verità, da allora sono trascorsi due anni eppure c’è chi ancora percepisce lo stipendio, nonostante la Villa sia ufficialmente chiusa e di questo si siano lamentati diversi turisti. Nei mesi scorsi, il sindaco-presidente aveva convocato diverse riunioni del consiglio generale in Provincia (socio fondatore come pure Regione e Comune), non tutte andate a buon fine. In una di queste sedute, erano state ratificate le dimissioni di Daniele Morgera.

CHIESTO UN ALTRO FINANZIAMENTO ALLA REGIONE
Ma come già più volte evidenziato, il disegno di rinnovamento di Regine cozza con l’esigenza di mantenere gli equilibri in amministrazione. E’ così che di recente sono state approvate due delibere di giunta per mantenere “in piedi” la Fondazione. Nel senso letterale del termine, visto che si tratta di lavori di manutenzione dell’immobile. La delibera n. 42 ha ad oggetto «Approvazione progettazione preliminare degli interventi di manutenzione straordinaria alla Villa La Colombaia». Si tratta in questo caso dei lavori per i quali la Regione ha erogato un finanziamento di 100mila euro. In delibera si legge che i progetti sono stati redatti dal dirigente del VII Settore dell’Utc arch. Matarese supportato dagli altri dipendenti dell’ufficio e riguardano la realizzazione di: massetti di pendenza, sostituzione scarichi pluviali, impermeabilizzazione del solaio di copertura, vari massetti di sovrapavimentazione, rifacimento intonaco interno e esterno, tinteggiatura, rimozione e sostituzione della staccionata esterna e trasporto a rifiuti di tutti i materiali di risulta. In riferimento a questo intervento, una nota della Regione Campania settore attività sociali, sport, spettacoli, a firma del dirigente del settore Antonio Oddati e dirigente del servizio cultura dott. Raffaele Balsamo e indirizzata al sindaco e al direttore della Fondazione, comunicava appunto che con decreto dirigenziale n. 1114 del 21.10.2008 si era proceduto ad impegnare la somma di euro 100mila, fondi per lavori di manutenzione straordinaria dell’immobile La Colombaia a Forio. Appare interessante però leggere la deliberazione precedente, la n. 41, avente ad oggetto «Approvazione progettazione preliminare degli interventi di manutenzione straordinaria di recupero e sistemazione al complesso La Colombaia». Anche questi su progettazione dell’arch. Matarese. Per eseguire questi lavori, si chiede alla Regione un finanziamento di euro 525.300,00, di cui euro 392.350,42 per lavori in appalto ed euro 132.649,58 per somme a disposizione. Nella relazione tecnica è riportato che l’obiettivo del progetto è quello «della riqualificazione ambientale ed edilizia e recupero e miglioramento della funzionalità del corpo di fabbrica del complesso La Colombaia». Interventi da eseguire: manutenzione, rifacimento intonaco interno ed esterno, opere di revisione e riparazione infissi esterni, disfacimento degli impalcati in legno deteriorato dell’anfiteatro, revisioni degli impianti delle acque nere e pluviali e dell’impianto elettrico di illuminazione interno ed esterno, nonché dell’impianto idrico sanitario, sostituzione di varie coperture portanti esterne, varie opere di sistemazione e messa in sicurezza dei percorsi esterni, varie opere di giardinaggio.

PER IL COMUNE SOLO SPESE
Di fronte a questo lungo elenco di interventi da eseguire con i soldi dei contribuenti (anche i fondi erogati dalla Regione sempre dalle tasche dei cittadini provengono), si resta quantomeno perplessi. Ricordiamo infatti che La Colombaia, precedentemente acquistata e ristrutturata a spese del Comune (e che spese!), ovvero dei foriani, venne consegnata alla Fondazione da Franco Monti. In tutti questi anni la stessa Fondazione (che come sostenuto in diverse note dagli stessi dirigenti, è un ente privato) ha continuato a incamerare contributi, ma ha lasciato che la struttura andasse in rovina. In pratica, ha beneficiato dell’utilizzo di un immobile di proprietà comunale, e i lavori devono pagarli i cittadini contribuenti. Ma in tutto questo tempo, cosa ha guadagnato il comune? Niente, anzi ha dovuto solo affrontare ingenti spese. Per non parlare della relazione redatta due anni fa dalla commissione di verifica sulla gestione e la situazione finanziaria della fondazione, che faceva drizzare i capelli in testa anche a chi non li ha… Intanto, anche l’ennesimo tentativo del sindaco di azzerare le cariche della Fondazione – nel quadro complessivo di riassegnazione delle deleghe ed incarichi – non sembra destinato ad andare a buon fine. Non basta sostituire un dirigente per cambiare veramente le cose, se non si riesce a liberarsi di tutte le eredità del passato. E poiché in amministrazione c’è chi non solo preme per avere un assessorato, ma cerca di mantenere inalterato lo status quo alla Colombaia perché vicino a un dirigente, ecco che ogni tentativo del sindaco-presidente di riconquistare potere sulla fondazione, è destinato a fallire. Una spina nel fianco di Regine, che impedisce di voltare pagina. Eppure sarebbe proprio il caso di cambiare radicalmente, riappropriandosi della villa e destinandola ad iniziative che la trasformino in una risorsa per il paese, producendo benefici anche economici. Riuscirà il sindaco in questa vera impresa? Chissà. Finora ha prevalso la politica, pardon la cultura.

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4 Commenti, Commenta o fai un Ping

  1. ischitan - Data: 25/4/2009 17:10:24 - IP: 79.18.143.xxx

    I nodo verranno al pettine ed un giorno Forio chiederà il conto per il malaffare che ha contraddistinto la gestione anche della colombaia. Incarichi ad “amici” per compensarli di favori… questa è l’amara verità.
    Almeno si ponesse rimedio, invece tutto deve andare avanti e nessuno parla. E io pago! diceva il buon Totò

    Current score: 0
  2. GioCo - Data: 25/4/2009 19:08:52 - IP: 134.169.83.xxx

    Davvero scandaloso tutto quello che succede politicamente a Forio….

    Current score: 0
  3. Mario Coppi - Data: 20/6/2009 13:50:32 - IP: 87.3.193.xxx

    La Colombaia non è costata un solo euro al comune di Forio. La Fondazione ha “pagato” circa 50mila euro all’anno per utilizzare l’ex villa di Visconti che è stata acquisita dal comune di Forio senza colpo ferire: nel 2001 l’ha otenuta dalla Regione, che ha pagato tutto. La Fondazione, da sola, in quattro anni, ha ottenuto risultati che nessun ente o associazione culturale aveva mai avuto prima: riconoscimenti, collaborazioni di alto livello, una legge regionale ad hoc grazie alla quale anche Villa Arbusto ottiene fondi annuali: la villa di Lacco Ameno avrebbe dovuto spenderli per la storia locale e l’archeologia! Non si capisce poi il diffamatore Gennaro Romano (del quale pubblicate articoli in contrasto con quanto richiedete per le nostre notizie) perché non pubblichi mai documenti e notizie ufficiali della Fondazione ma solo le sue “supposizioni”. I bilanci della Fondazione sono in regola, ciò che non lo è affatto è la coscienza dei politicanti di Forio che per riavere il giocattolo ad uso proprio l’hanno distrutto. Come mai è inagibile la Colombaia e non tutti gli altri edifici pubblici? Come mai il teatro di villa Walton, abusivo interamente, è ancora lì?

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  4. Luca - Data: 20/6/2009 15:30:03 - IP: 79.37.139.xxx

    In ogni caso soldi pubblici caro sig. Coppi amministarti da gente scelta con i soliti metodi!

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