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Ischia, dibattito Veneziani-Venia su Amor Fati

| Pubblicato da Redazione |
Marcello Veneziani e Luciano Venia discutono di destino, futuro, giovani e democrazia domani sabato 17 luglio a Ischia, ore 21.00 al Castello Aragonese.
Marcello Veneziani giornalista de Il Giornale e già componente il CdA Rai, scrittore e fondatore di riviste di cultura politica e Luciano Venia, intellettuale, scrittore ed opinionista di quotidiani e periodici dell’area di centro-destra
discutono su AMOR FATI, l’ultimo libro di MARCELLO VENEZIANI in partnership con la Fondazione Premio Ischia Internazionale di Giornalism.LA PARTECIPAZIONE E’ LIBERA

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  1. Pasquale - Data: 20/7/2010 21:46:16 - IP: 62.98.8.xxx

    Pasquale Trani
    Per il referendum sul Comune Unico
    Onorevole Consigliere Regionale Domenico De Siano,

    mi rivolgo a lei come rappresentante politico isolano alla Regione e purtroppo lo faccio con una lettera irritante perch… Mostra tuttoé è per buona parte una critica del suo progetto di legge regionale della fusione dei Comuni di Ischia, Casamicciola Terme e Lacco Ameno, e soprattutto dei tempi scelti. Ma più che un commento critico, è un appello. Le scrivo in difesa del progetto del Comune Unico e le scrivo sapendola favorevole al Comune Unico più di me e condividendo con lei il lucido e onesto giudizio negativo sull’unione dei comuni, mai così cara ai politici, un giudizio che ci costò non poco come associazione.

    Il Comune Unico è una “rivoluzione” politica e istituzionale, e non si è mai dato il caso che le rivoluzioni le abbiano fatte le classi dirigenti nella loro interezza. I pareri dei consigli comunali, di carattere consultivo, per quanto siano richiesti dalla procedura regionale, con tutto il rispetto, valgono poco o nulla e devono valere poco o nulla in questa materia. E’ Il comma 2 dell’art. 133 della costituzione che lo ha sancito già in origine: “La Regione, sentite le popolazioni interessate, può con sue leggi istituire nel proprio territorio nuovi Comuni e modificare le loro circoscrizioni e denominazioni”. I protagonisti della decisione sono quindi la Regione, cioè lei con i suoi colleghi, e gli isolani col referendum. Il referendum è la possibilità di rivoluzione, intesa come bagno di volontà popolare per il cambiamento.

    La sua proposta del Comune di Ischia-Casamicciola-Lacco Ameno – schematizzo in breve – nasce come proposta astratta dettata da ragioni di contingenza amministrativa, insieme a una vecchia circostanza accidentale dei pareri favorevoli dei Consigli Comunali (non penso che, ad esempio, se Casamicciola non fosse stata a favore e lo fosse stata Serrara Fontana, lei avrebbe proposto il comune di Ischia-Lacco Ameno-Serrara Fontana, se non altro per la contiguità territoriale). La sua proposta non nasce come realizzazione di un’identità, non nasce dal basso, dal territorio.
    Ma soprattutto non nasce per superare la madre dei nostri problemi: il problema della separatezza amministrativa, dell’assenza di un soggetto unitario isolano che progetti per l’isola e sia responsabile politico dell’isola. Nessuna fusione parziale, a due o a tre, anche a quattro o cinque, può ciò che solo il comune unico, la fusione totale, può.
    Non è, come dicono in tanti, un avvicinamento al Comune Unico, piuttosto un allontanamento nei modi e nei tempi. Non è “propedeutico” ciò che rafforza le divisioni, è “propedeutico” al Comune Unico solo il Comune Unico. Inoltre non favorisce il Comune Unico, piuttosto lo fa temere, per l’ovvia ragione che alimenta la già diffusa paura di un predominio delle aree forti, che alcuni politici “feudatari” utilizzano in forma di argomento dell’ischiaportocentrismo come spauracchio per Forio e Barano senza riconoscere che quet’ultimo è un attuale primato di fatto conseguente proprio alla separazione amministrativa.
    La sua proposta può avere legittimazione solo secondariamente, come un ripiego da avanzare in caso di fallimento della proposta primaria, il Comune Unico, con un insuccesso referendario, possibile quanto si vuole, ma altrettanto imprevedibile.
    Non contravvenga al buon senso della massima latina invertendola in: ubi minor, maior cessat. Non dia priorità al minore davanti al maggiore.

    Onorevole, le chiedo di recuperare e dare continuità alla proposta di legge del Comune Unico e di procedere al Referendum con un quesito che preveda al primo punto la fusione totale e, se questo non guadagnasse l’esito positivo, la possibilità di fusione parziale. Le chiedo di riconoscere i veri protagonisti della decisione e di dare loro la parola in ogni caso, indipendentemente dai pareri dei consigli comunali, tra l’altro già formulati.

    Certo della sua volontà,

    Isola d’Ischia, luglio 2010 Antonio Barile

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