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Il progetto culturale LENOIS per la Giornata Mondiale della Memoria

L’arte schierata contro qualsiasi abuso di potere.

di Bruno Mancini. La mia personale “militanza” tra coloro che hanno difesa la ferma determinazione di dichiararsi “PACIFISTI”, quando ancora erano gli anni in cui la Polizia ci inseguiva qualificandoci sovversivi e caricava nei cellulari a randellate i manifestanti meno lesti nel fuggire -Bologna Settembre 1963 / Aprile 1964-,
ritengo possa rappresentare un esplicito e doveroso chiarimento atto a consentirmi di precisare, senza generare equivoci, che noi, uomini e donne del progetto culturale LENOIS “LE NOstre ISole”, non partecipiamo alla celebrazione della Giornata Mondiale della Memoria in veste di storiografi, sociologi, o di altre discipline tese a classificare eventi ed a chiarirne genesi, cause ed effetti; e che noi non siamo qui neppure nella veste di un gruppo politicizzato per il quale esistano i “sempre nel giusto” ed i “sempre malvagi“, e che noi non siamo qui, infine, – questo può sembrare un paradosso – nemmeno come portatori di nostre personalità semplicemente umane, le quali, comunque, potrebbero indurci in errori invogliandoci – per debolezze – a giustificare, oppure – per vendette – a punire.

NO… NO… NO… noi siamo qui come ARTISTI, per la maggior parte Scrittori e Poeti, ma anche Pittori, Fotografi, Musicisti ecc. e siamo qui per invitare a creare ed a godere di sentimenti ed emozioni indotti dalla parole PACE, la quale, sebbene celebrata in mille e mille modi diversi, non consentiremo mai che venga scritta con la penna di un solo colore.

Scegliere tra rosso e nero può andare bene in un gioco stupido come la roulette, ma l’ARTE ha altre ambizioni, l’Arte è rosso, nero, giallo, verde. ARTE sono i grigi delle nebbie, le variazioni d’indaco dei mari, le terre di Siena, i viola…
L’Arte ha diritti e cittadinanza, forza e bellezza, sebbene espressa e scritta con qualsiasi colore dell’arcobaleno.

Ma ciò non basta a definire del tutto gli ideali che il nostro gruppo intende proporre con questo breve scritto dedicato alla celebrazione della Shoah, poiché noi crediamo – con uguale grande fermezza – che la parola PACE non sia soltanto in antitesi, in contrasto, l’opposto della parola GUERRA, ma possa esprimere una forza di opposizione ineguagliabile nei confronti di altre iatture e di tutte le reali nefandezze perpetrate da parti infime ed infide del genere umano:

RAZZISMO, MAFIA, SPECULAZIONI DI OGNI TIPO, ABUSI DI POTERE, sono tutte Guerre contro le quali gli ‘Artisti’ innalzano lo stendardo della PACE“.

Così come abbiamo affermato che gli inchiostri di tutti i colori sono adatti a scrivere la parola PACE, nello stesso modo e con identica determinazione garantiamo che combatteremo e contrasteremo con ogni mezzo non violento, come abbiamo sempre fatto, tutti coloro che hanno voluto, vogliono o vorranno intingere le penne d’oca utilizzate per la scrittura della parola PACE in calamai pieni delle lacrime dei popoli affamati, oppressi, schiavizzati, così come nel sangue innocente dei morti sul lavoro.


3 Commenti, Commenta o fai un Ping

  1. barbara - Data: 27/1/2014 16:23:02 - IP: 87.7.166.xxx

    Io dico no alla violenza di Auschwitz, io dico di mirare oltre il nostro sguardo e andare oltre l’orizzonte immaginando che tanto dolore non ci sarà più ma che il mondo un dì sarà attraversato da nuovi arcobaleni.
    Barbara Lo Fermo Palermo

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  2. TINA - Data: 27/1/2014 17:10:36 - IP: 151.25.53.xxx

    No alla violenza in ogni contesto, nessuno ha il diritto di maltrattare l’altro. Quasi tutte le carte costituzionali del mondo condannano la violenza. Ogni individuo ha diritto di vivere la propria vita in piena libertà. Un antico proverbi recitava: “rispetta e sarai rispettato”. Ciò vuol dire che il rispetto è la piena manifestazione di ogni società civile.

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  3. TINA - Data: 27/1/2014 19:26:35 - IP: 151.25.53.xxx

    TUTTI SAPPIAMO COSA HANNO VISSUTO I CONDANNATI DURANTE LA SECONDA GUERRA MONDIALE, TUTTI SAPPIAMO QUANTI BAMBINI SONO STATI SOTTRATTI ALLE MAMME APPENA NATI E QUANTI NON HANNO AVUTO LA GIOIA DI PRONUNCIARE LA PAROLA MAMMA PERCHE’ MOLTE DONNE APPENA PARTORIVANO VENIVANO BUTTATE NEI FORNI E I LORO BAMBINI ALLEVATI DA MADRI ARTIFICIALI.” ANNA FREUD” (BAMBINI SENZA FAMIGLIA) OGGI CHE I NOSTRI FIGLI HANNO CONOSCIUTO L’ORRORE DEL FASCISMO ATTRAVERSO LA STORIA DEVONO CAPIRE CHE QUANTO VIENE RICORDATO IN QUESTA GIORNATA NON DEVE MAI PIU’ RIPETERSI.

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