Biblioteca Antoniana. Pietro Greco presenterà il libro “Corpi in trappola: vite e storie tra i rifiuti”
| Pubblicato da Redazione || giovedì, 4 ago 2011 | ||
| 12:00 |
Giovedì 4 agosto, Biblioteca Antoniana, ore 19,00
Pietro Greco presenterà il libro “Corpi in trappola: vite e storie tra i rifiuti” – saggio di AA.VV. curato da Liliana Cori (CNR) e Vincenza Pellegrino (Un. Mediterranée Marsiglia e SISSA Trieste), con prefazione di Rossella Bonito Oliva (Un. Orientale Napoli) e postfazione di Pietro Greco
Ugo Leone interverrà sul tema “Ma il rifiuto è proprio da buttare?”
Introduzione di Rosario de Laurentiis
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Pietro Greco, giornalista scientifico e scrittore di opere scientifiche divulgative, Ha diretto Master in Comunicazione Scientifica della Scuola Internaz. Sup. Studi Avanzati (SISSA) di Trieste; è stato dal 2006 al 2008 Consigliere del Ministro dell’Università e della Ricerca. È stato conduttore del programma Radio3scienza. Collabora con L’Unità e con il settimanale Gli Altri. È stato coautore di importanti programmi televisivi. Collabora con IDIS, Scienzainrete, Radio3scienza ed è socio del Circolo Sadoul
Ugo Leone, già professore ordinario di Politica dell’ambiente presso la Facoltà di Scienze politiche dell’Università di Napoli “Federico II”. È presidente del Parco nazionale del Vesuvio. Iscritto all’albo dei pubblicisti dal 1969, collabora a “la Repubblica” edizione di Napoli. Ha pubblicato numerosi libri sui temi dell’ambiente e del Mezzogiorno d’Italia
IL TEMA
Mentre i medici studiano le tracce che l’ambiente inquinato lascia nel corpo, analizzando il sangue e il latte di chi vive nelle zone più inquinate dai rifiuti tossici sepolti e intasate dai rifiuti urbani sparsi per strada, in Campania, un gruppo di intervistatori indaga nel profondo sulle percezioni e sull’immaginario dei cittadini. Come arriva l’inquinamento nel corpo? Dove si ferma? Quali effetti ha? Chi è stato? Come se ne esce? Ottantasei interviste in profondità vengono lette per comprendere cosa si sta sedimentando nelle comunità, quale visione collettiva si sta componendo in uno dei territori più massacrati del nostro paese, devastato sistematicamente e con consapevolezza.
La sfiducia è equamente distribuita, verso i potenti ma anche verso i vicini di casa, la coscienza è lucida ma disattivata, non riesce a pensare all’azione. Ma c’è il desiderio forte, la disponibilità a cambiare, viaggiando, emigrando, ma anche facendo insieme la raccolta differenziata. La Campania è una modernità portata all’estremo, dove l’ambiente e la società si contagiano, mettendo a nudo la storia dei passati cinquant’anni, dove il soggetto è immerso in una libertà immaginaria e privo di un linguaggio collettivo. Vi è la fine apparente della fiducia nel progresso insieme ai nuovi semi del futuro.






























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